Nato a Taipei ma cresciuto ad Orange County, in California, Justin Lin è uno di quei registi che si sono fatti le ossa con la tecnica. Il suo debutto Better Luck Tomorrow fu un piccolo successo di critica e in quel caso Justin dirigeva, scriveva, montava e produceva. Si può dire che il film fosse davvero “suo”.
Si tratta di un vero indipendente, un habituè del Sundance Film Festival, che come capita spesso nell’era moderna del cinema hollywoodiano non disdegna di sporcarsi le mani con i blockbuster e che riesce, quando si misura con questi film, a tradurre bene per il grande pubblico il suo tecnicismo e la sua ricerca di un cinema che a partire dalla trama sappia parlare in primis di cinema.
Si, Justin Lin è un regista molto cinematografico, ma non nel senso tarantiniano del termine, quindi non un regista necessariamente cinefilo accanito, citazionista e voglioso di riproporre nei suoi film le cose che ha amato di altri autori, lui è più il tipo di regista che raccontando una storia vuole affermare la propria visione di come si faccia il cinema.
Il modo che ha di riprendere l’azione e l’occhio che possiede, il piacere per l’estetica e la capacità di tramutare ogni immagine in una bella immagine, parlano per lui. Sono quelle le sue dichiarazioni sul cinema, e sul modo di intenderlo.
Realizzare film come quelli di Fast And Furious non solo è un bel palcoscenico perchè si ha davanti un grande uditorio ma lo è anche perchè a partire da film così incentrati sull’azione si possono dire tante cose.
Girare i film d’azione è la cosa tecnicamente più difficile, lo dicono tutti i registi. Rendere le sensazioni di movimento, ritmo, concitazione ed estetica in quelle sequenze così accuratamente pianificate è un lavoro per registi e operatori meticolosi. Farlo con il gusto e la passione per il dettaglio di Justin Lin è ancora più difficile.
A differenza di quanto fa con i propri film quando si tratta di dirigere Fast And Furious: Tokyo Drift e il prossio Fast And Furious Lin non collabora in alcun modo alla sceneggiatura. Da vero mestierante ha una chiara visione del risultato che vuole raggiungere e sa che per farlo è opportuno che ognuno faccia meglio ciò che sa fare e scrivere le scene di film simili non gli appartiene. Almeno non quanto girarle.
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