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Il pressbook di Fast and Furious 4/6: Truccate contro Importate: Le auto del film

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Ecco un capitolo del pressbook che credo vi farà molto felici: quello dedicato alle auto del film. Era ora, direte voi. Beh, spero di premiare la vostra pazienza. Ma prima un piccolo promemoria per i capitoli precedenti, in modo che non vi perdiate neanche un colpo.

Bene, ora possiamo cominciare.

Un’automobile definisce il suo pilota, e chi guida fa le sue scelte, che non perdonano quando si tratta di decidere per i loro veicoli: d’importazione o truccate. La squadra di Fast & Furious – Solo parti originali non sfugge a questa rivalità ed ha utilizzato circa 250 tra le auto più cattive e tra i motori più sexy per far leva sugli amanti del genere che apprezzano il “metallo pesante” americano … o su quelli che preferiscono la sublime bellezza delle auto di importazione giapponese o europea messe a punto alla perfezione.

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I realizzatori hanno ancora una volta alzato la posta in gioco, dotando Dom e Brian di un arsenale di auto per spingersi al limite dello sforzo sopportabile. Quando Morgan ha cominciato a mettere nero su bianco, era abbastanza ovvio che la Dodge Charger del 1970 “defunta” in un incidente spettacolare alla fine di The Fast and the Furious sarebbe stata resuscitata a beneficio di Dom in Fast & Furious.

“Non solo la Charger è una macchina bellissima”, afferma lo sceneggiatore, “ma rappresenta molto di più. Ha una sua storia; incarna lo spirito di Dom”.

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Dom mantiene le sue credenziali di pilota di auto truccate guidando una Charger del ’70 e una Chevrolet SS Chevelle, sempre del 1970, che appaiono in The Fast and the Furious, ed anche una Buick GNX Grand National del 1987 e una F-Bomb Camaro del 1973. Da parte sua, Brian si misura con una straordinaria macchina di importazione, una Nissan Skyline GTR del 2007, ed anche con la versatile Subaru WRX STi del 2009.

E’ un mondo di macchine truccate con una serie di automobili “non protagoniste” di tutto rispetto, come la Plymouth Roadrunner del 1970 di Letty e la Ford Gran Torino del 1972 di Fenix, o di importazione come la Acura NSX del 2003 di Mia e la Porsche Cayman del 2007 di Gisele, che orbitano attorno alle “auto protagoniste”, la creme della creme delle auto per soddisfare una grande varietà di gusti.

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E’ toccato ad un altro veterano della serie, il coordinatore delle auto del film Dennis McCarthy, un appassionato delle auto truccate, istruire attori e tecnici su ciò che rende ogni macchina più desiderabile dell’altra…e di trovare i veicoli che erano stati selezionati per il film. McCarthy aveva precedentemente lavorato con Lin e Moritz su Tokyo Drift, un universo costellato principalmente di auto di importazione asiatiche e di una manciata di automobili americane. Una volta decisi marche e modelli per il film, a McCarthy è toccato il compito di rintracciare più automobili dello stesso tipo, una sfida piuttosto gravosa vista la difficoltà di reperimento di ciascun veicolo classico. Ed il compito successivo non è stato affatto più semplice: attrezzarle e rinforzarle affinché potessero sopportare gli sforzi previsti dal film.
E’ stata la Dodge Charger a rappresentare la sfida maggiore per McCarthy e per la sua squadra di meccanici. Non era rimasta nessuna delle vetture originali utilizzate in The Fast and the Furious (eccetto quelle a beneficio dei turisti in visita agli Universal Studios), e così ha avuto inizio una caccia al tesoro per tutto il paese per poter letteralmente mettere insieme un totale di sette Charger…ed anche alcune imitazioni fatte in casa.

“Le Dodge Charger, in qualsiasi condizione, sono estremamente difficili da trovare”, spiega McCarthy, “e per il film ne abbiamo utilizzate circa sette…quindi si è trattato di recuperare un gran numero di pezzi da assemblare in seguito. E non se ne trovavano a sufficienza”. Poiché volevamo soddisfare le attese del pubblico, che si aspettava un ritorno della Charger, la squadra di McCarthy ha trovato una soluzione alternativa. “Abbiamo deciso di realizzare un calco della carrozzeria in fibra di vetro”, spiega. “E l’idea ha funzionato”.

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Una delle svolte per gli amanti delle auto è stata la richiesta di costruire varie repliche della macchina da bullo F-Bomb Camaro. Di proprietà e costruita da David Freiburger, un nome molto noto dell’industria dell’automobile, è un’automobile stupenda, desiderata da tutti coloro che l’hanno vista muoversi …e mantenere le promesse implicite nel suo nome.

Oltre alle automobili guidate dai protagonisti, i realizzatori avevano bisogno di una serie di auto di contorno, per completare quello sfondo cui gli amanti della serie erano ormai abituati e al quale non erano certo disposti a rinunciare. Un “reperto” ritrovato da McCarthy, che ha lasciato attori e tecnici senza parole, è stata una Camaro rosso mela del 1969, propriamente battezzata “The Big Red.” E’ una delle auto più veloci del mondo e raggiunge le 220 miglia all’ora.

Ancora una volta, i produttori hanno dato vita a quella che è una tradizione per i proprietari di auto particolari degli Stati Uniti e del Canada: i provini aperti a tutti. E’ stata un’occasione per tutti i proprietari di antiche bellezze per mostrare agli altri i loro “giocattoli”; automobili, motociclette, camioncini, furgoni e SUV sono stati fatti sfilare per la gioia dei realizzatori e non solo. Più erano strani, meglio era, e i produttori, come al solito, non sono rimasti delusi dallo show.

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Il livello dei dettagli di queste automobili non smette mai di sorprendere il produttore Fottrell che racconta:

“Dai disegni realizzati sulla carrozzeria in poi, i proprietari hanno reso queste vetture veramente uniche. Il coordinamento nelle tinte, gli interni e la quantità di attenzioni che dedicano al proprio lavoro…ogni volta mi lasciano senza parole”.

E viene disegnato il confine, sebbene impari, tra i vari membri del cast e della troupe — che mantengono vivo il dibattito “macchine truccate contro macchine di importazione” con racconti sulle loro preferite. Nostalgici del “metallo pesante”, Diesel, Rodriguez, la Brewster, Ortiz e Alonso preferiscono le “truccate”. Walker, tuttavia, rimane fedele al suo personaggio che importa ed ama le performance delle vetture europee e giapponesi.

Dal suo ruolo nel primo film della fortunata serie, Walker ha messo insieme una collezione d’auto che continua a crescere, composta di un eclettico mix di auto americane classiche e auto di importazione. Ne ha perfino offerte diverse ai realizzatori affinché le utilizzassero nel film…compresa la sua Chevy Nova del 1967, che si vede nella scena del party nella Repubblica Dominicana.

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La Rodriguez non riesce a decidersi quando si tratta delle sue preferenze di automobili ma per lei importa soprattutto che siano “verdi”. Afferma l’attrice:

“In Fast & Furious – Solo parti originali, mi piacciono le auto truccate. La Charger è decisamente figa”. Ed aggiunge ridendo: “Adoro correre, ma adesso guido una Prius”. Ma l’attrice non rinuncia alla possibilità di far scorrere un po’ di adrenalina; ha messo gli occhi su una Tesla di prossima produzione — una vettura elettrica dalle eccellenti performance. “Sarebbe veramente fantastico se esistesse una squadra di piloti ‘verdi’”.

Come Ortiz, la Brewster è una newyorchese che non sapeva guidare prima di venir scritturata per The Fast and the Furious. Infatti, ha dovuto prendere la patente per poter recitare nel primo film. Questa volta invece, dopo essersi trasferita a Los Angeles, l’attrice si è dimostrata una perfetta guidatrice, in grado di navigare senza timore lungo le labirintiche strade ed autostrade della città. Tuttavia, otto anni al volante non hanno modificato la sua mancanza di interesse per le sue co-protagoniste a quattro ruote. Afferma, infatti, timidamente:

“Probabilmente preferisco quelle truccate. Ma ancora non conosco le auto così bene; è piuttosto imbarazzante”.

Francesco