Come portare avanti un franchise come quello di The Fast And The Furious senza Vin Diesel? Semplicemente aumentando tutto il resto. Fin dal titolo.
2 Fast 2 Furious ha esasperato tutti gli elementi basilari al centro del primo film, mantenendo l’attore principale ma affiancandogli qualcun’altro che fosse ugualmente in primo piano e differentemente “polarizzato”. Un bianco e un nero dai caratteri diversi, costretti a collaborare per un fine comune, entrambi con la fissa dell’auto e sprezzanti del pericolo. Uno vive le cose drammaticamente, l’altro scherza su tutto. Insomma il più classico dei buddy movie.
Il contrario dell’etica Fast and Furious.
Ironia e azione per compensare ad una perdita di carisma. 2 Fast 2 Furious urla per ottenere qualche obiettivo, ma l’unica cosa che prevedibilmente raggiunge è l’assordamento dello spettatore.
Quello che si perde è il senso stesso di Fast and Furious, cioè la centralità dell’auto e dello stile di vita in comunione con l’auto. Il film diventa centrato sull’azione che esula dalle macchine benchè esse siano al centro della trama.
Non c’è un vero senso di comunione con i propri mezzi, non si percepisce l’idea di un universo in cui la macchina e lo stile di vita che ne discende influenza tutti i rapporti e tutti gli sviluppi picologici.
Per dirla in parole povere non è Fast e non è Furious.
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